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Alexandra La Pierre: Artemisia. Una pittrice nella Firenze barocca


Artemisia è un romanzo e una biografia al tempo stesso sulla vita e sulle opere della controversa figura della pittrice del 1600 Artemisia Gentileschi.

Molti sono infatti i riferimenti storici e le citazioni, ma molti sono anche i momenti nei quali si immagina la vita di questa pittrice.

Il libro è interessante perché Artemisia è una donna e una pittrice, due condizioni poco invidiabili a quel tempo perché benché tutti gli artisti fossero ammirati per la loro arte, essi erano comunque considerati come servitori e quindi di una status inferiore e poi perché donna e quindi inferiore per nascita.

Il libro ci fa vivere dal di dentro gli aspetti più intimi di questa fanciulla che cresce nella bottega del  padre, del quale subisce il fascino e l’influenza (Orazio Gentileschi era a sua volta un importante pittore). La vediamo e seguiamo mentre dal padre impara il mestiere: prima disegna, poi prepara i colori per il padre e finalmente inizia a dipingere.

Una grossa parte del libro è dedicata allo stupro che Artemisia subisce da parte di Agostino Tassi, anche lui pittore e amico del padre. Leggiamo della tortura ad Artemisia affinché confessi quanto accaduto, della vergogna e del suo allontanamento da Roma, dove ormai non poteva più rimanere.

Forte di questa esperienza e determinata all’indipendenza artistica ed economica (nel libro si impara che i proventi dei quadri di Artemisia finiscono al marito perché, come donna  non poteva guadagnare, firmare contratti o altro), Artemisia arriva a Firenze e riesce ad entrare nell’Accademia delle Arti e del Disegno (è la prima donna) e ad avere quindi il riconoscimento per il suo lavoro!
A Firenze alla corte di Cosimo II innamorato di Caravaggio e dei caravaggeschi,  Artemisia avrà importanti commissioni e farà parte della cerchia degli intellettuali della città avendo come amici, fra gli altri, anche Galileo Galilei.

A Firenze c’è ora questa bella mostra sull’opera di Caravaggio e i Caravaggeschi e Artemisia Gentileschi ha un grande spazio al suo interno.
Quale migliore occasione per leggere questo libro per approfondire la sua vita e quindi meglio apprezzarne i quadri riuscendo anche a vedere in “Giuditta e Oloferne” alla Galleria Palatina il suo autoritratto mentre uccide in modo tanto cruento l’uomo che l’aveva stuprata!