La tomba di Galileo nella chiesa di Santa Croce a Firenze

Nella chiesa di Santa Croce sono sepolti molti italiani illustri. Oggi vorrei parlare dell’interessante storia della sepoltura di Galileo Galilei.
Galileo è il padre della scienza moderna, perché egli per primo osserva con un metodo (e quindi misura) la natura per trarne delle leggi.
Sfortunatamente per lui, Galileo inizia ad osservare il cielo e si rende conto che quello che dice Copernico non è una mera teoria ma la verità.
La chiesa di Roma non la pensa però allo stesso modo. Molti passaggi della Bibbia ribadiscono che è il sole a muoversi e non la Terra. Quindi il nuovo libro di Galileo: “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo” è decisamente da condannare.
Galileo viene quindi convocato dal Tribunale del Santo Uffizio e qui, dopo un processo molto lungo, condannato.
Galileo non rinuncia infatti alle sue affermazioni.
In sua difesa dice semplicemente che il suo libro è una discussione sui due possibili sistemi del mondo: quello di Tolomeo e quello di Copernico e questo non contravviene alle Sacre Scritture. Egli si sente nel profondo del suo cuore un buon cristiano.
Ma non è sufficiente. Dopo essere stato condotto in prigione, riesce ad ottenere gli arresti domiciliari nella sua casa di Arcetri. E’ qui che morirà, senza avere avuto il conforto di rivedere l’amatissima figlia (suora di clausura), Suor Maria Celeste.
Alla morte di Galileo, il Papa di allora, Urbano VIII Barberini, non riteneva cosa buona che si dedicasse un importante sepolcro nella monumentale Santa Croce, in mezzo agli altri grandi, ad un condannato del tribunale della Santa Inquisizione che per di più al momento della morte stava ancora espiando la pena.
Così i frati di Santa Croce pensarono bene di seppellire Galileo nella Cappella del Noviziato e cioè in una zona molto più nascosta della chiesa.
Bisognerà aspettare il 1992 per avere la riabilitazione ufficiale di Galileo con Papa Giovanni Paolo II, ma si può dire che già nel 1700 Galileo fosse stato ufficiosamente riabilitato. Infatti nel 1737 il suo corpo fu traslato all’interno della chiesa nel luogo dove si trova ora, ma Galileo non era solo.
La bara fu aperta e oltre (purtroppo!) a tagliare un dito al cadavere di Galileo (ora conservato nel museo a lui dedicato), furono trovati altri due corpi.
Il primo corpo è quello del suo più fedele allievo nonché curatore di tutte le sue opere Vincenzo Viviani (e questa era cosa nota) . Il secondo corpo invece è di una donna più giovane di Galileo. Non vi sono documenti relativi a questa sepoltura ma tutto fa pensare che Viviani di nascosto e mosso sicuramente da grande devozione e amore per il suo maestro, abbia voluto fargli un ultimo grande regalo, facendolo riposare in eterno accanto alla sua figlia prediletta: Suor Maria Celeste.
Un’ultima cosa: la tomba di Galileo si trova di fronte e a quella di Michelangelo. Non un caso.
Galileo era infatti nato a Pisa il 15 febbraio 1564 proprio mentre stava morendo a Roma (il 18 febbraio) Michelangelo.
Sembra quasi un passaggio di testimone ed è bello poterli vedere proprio uno di fronte all’altro.







